Il Kanban (“etichetta” o “cartello” in giapponese) è un metodo visivo di gestione del flusso di lavoro nato negli stabilimenti Toyota negli anni '50. Il suo principio: rappresentare ogni attività come una scheda che si sposta da colonna a colonna su una lavagna, da “Da fare” fino a “Fatto”, in modo che il lavoro in corso e i suoi blocchi siano immediatamente visibili a tutto il team.
Il termine copre due usi complementari. Nella produzione lean, il kanban è un segnale di riapprovvigionamento in un sistema pull: si produce o si ordina solo ciò che è stato effettivamente consumato a valle, riducendo le scorte e gli sprechi. Nella gestione dei progetti e nei metodi agili, la lavagna kanban viene utilizzata per visualizzare l'avanzamento delle attività e fluidificare la collaborazione.
Un principio chiave è la limitazione del lavoro in corso (WIP, Work In Progress): porre un tetto al numero di attività simultanee per colonna per evitare la dispersione, mettere in luce i colli di bottiglia e ridurre i tempi di attraversamento. Il Kanban si distingue dagli strumenti di pianificazione più orientati alla programmazione temporale, come il diagramma di Gantt o il metodo del percorso critico (CPM); è incentrato sul flusso più che sul calendario.
Questo approccio visivo a colonne ispira i moderni strumenti di gestione delle attività, e la sua logica si ritrova nel modulo Progetti di eyeot.